Alla c.a. di:
On. Guido Crosetto
Ministero della Difesa
Palazzo Baracchini
Via XX Settembre 8
00187 Roma
Gen. Luciano Portolano
Capo dello SMD
Palazzo Esercito
Via XX Settembre 123/A
00187 Roma
Oggetto: Proposta di inclusione permanente del comparto Cyber Difesa nella Parata del 2 Giugno di via dei Fori Imperiali
Egregio Ministro della Difesa On. Crosetto ed egregio Capo dello Stato Maggiore della Difesa Gen. Luciano Portolano,
In qualità di Club Nazionale Cyberprotection, impegnati quotidianamente nel comparto della Cyber Difesa e Cyber Security, siamo a sottoporre alla Vostra attenzione una proposta che siamo certi troverà condivisione, partendo da un principio sempre più rilevante per la sicurezza nazionale: la difesa di un Paese passa anche attraverso il dominio cibernetico, oggi sempre più delicato, importante e strategico, tanto che la Cybersecurity fa parte dell’accordo e l’intesa del vertice NATO raggiunta in queste ore all’Aja.
Per questo motivo, siamo a proporre di dedicare al comparto Cyber uno spazio visibile all’interno della parata del 2 Giugno, a partire dall’edizione 2026.
Sono tanti gli uomini e le donne dello Stato impegnati nella difesa del perimetro cibernetico. Esclusivamente a titolo di esempio non esaustivo, citiamo il Comando Operazioni in Rete, il 9° Reggimento Sicurezza Cibernetica “Rombo” dell’Esercito Italiano, la Polizia Postale e per la sicurezza cibernetica, il Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, il Reparto Indagini Telematiche dei ROS e il Reparto Tecnologie Informatiche del Racis dell’Arma dei Carabinieri, l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali e molte altre organizzazioni che contribuiscono alla Cyber resilienza del sistema Paese, ciascuno per la propria specifica area d’azione perfettamente integrata nel sistema globale di Cyber Difesa.
In un’epoca in cui le minacce informatiche rappresentano uno dei rischi più concreti per la sovranità degli Stati, la Cyber Difesa non può più essere considerata un ambito tecnico secondario, ma parte integrante della difesa nazionale. L’Italia, infatti, ha subìto il 10% degli attacchi informatici globali, pur rappresentando solo l’1,8% del PIL mondiale. Inoltre, nel secondo semestre del 2024, si sono registrati oltre 2.300 attacchi informatici settimanali ai danni delle aziende italiane — un dato superiore alla media globale. Questo, mina costantemente la competitività del nostro sistema economico nazionale.
A riguardo ricordo che, secondo Strategic Studies Institute, le operazioni nello spazio cibernetico si svolgono con una velocità di oltre 20.000 volte maggiore di quelle nello spazio fisico, di oltre 200.000 volte maggiore di quelle nell’aria, e di 10 milioni di volte maggiore di quelle in terra ed in mare, a supporto della delicatezza del dominio cibernetico. Ciò evidenzia l’enorme divario temporale tra attacco e risposta nel cyberspazio rispetto agli altri domini tradizionali.
Con riguardo poi agli effetti degli attacchi cyber, come evidenziato da un Dossier del “Servizio Studi – Dipartimento Difesa” della Camera dei Deputati, si sottolinea la capacità di tali attacchi di produrre danni sulla società paragonabili a quelli di un conflitto combattuto con armi convenzionali e si sottolinea la necessità di predisporre capacità operative difensive al fine di preservare la sicurezza del “Sistema Paese” e di rafforzare la tenuta delle strutture politiche, economiche e sociali.
Tali aspetti confermano l’importanza strategica del comparto Cyber, che coinvolge donne e uomini dello Stato — civili e militari — impegnati quotidianamente nella tutela delle infrastrutture digitali, dei sistemi critici e della sicurezza dei cittadini e delle imprese.
La partecipazione del comparto Cyber alla festa della Repubblica non sarebbe solo simbolica, ma altamente significativa, e riconoscerebbe l’impegno di uomini e donne dello Stato che difendono il Paese nel dominio digitale, al pari di chi opera in quello terrestre, marittimo, aereo e spaziale.
Inoltre, sarebbe un’importante novità di cui l’Italia potrebbe farsi ambasciatrice, visto che risultano pochi paesi ad aver già fatto un passo avanti come questo. Si può citare la Francia dove, nel 2018, la Cyber Command francese (COMCYBER) ha sfilato sugli Champs-Élysées durante la Festa nazionale. A Settembre 2025, invece, sarà la volta della Cina, che farà sfilare la forza Cyberspace alla parata militare.
Sarebbe un gesto di attenzione istituzionale e di modernità, capace di rappresentare pienamente la difesa nazionale nella sua evoluzione e multidimensionalità.
Confidando nella Vostra sensibilità verso questi temi di cruciale attualità, restiamo a disposizione per ogni ulteriore approfondimento e in attesa di un vostro cortese riscontro.
Con osservanza,
Federico Lagni
Direttore del Club Nazionale Cyberprotection

